Descrizione
Se necessiti di visitare la parte più wild di tutto il nostro Appennino, questo è il sentiero che fa per te. Facciamo una premessa: Fanano- Caselle- Lago Pratignana è uno dei sentieri più impegnativi di tutto l’Appennino, fatto per intero, ma si può fare anche parzialmente suddividendolo in due parti tipo: Fanano -Caselle e Casa del Vento- Lago Pratignano in modo da vedere entrambi i punti di interesse.
Partendo da Fanano si scende in località Due Ponti, lambendo il laghetto il Lido e si prosegue, attraverso la strada fino al bivio che divide Serrazzone da Ospitale. Proseguite per Serrazzone, passando il ponte e girate a destra sulla strada sterrata mantenendo sempre la destra lungo il sentiero 407 del CAI. In un’oretta, passando tra castagneti e solcando antichi cammini, tra vecchie Edicole Votive e Maestà, si arriva al Borgo Abbandonato di Caselle, immerso nella natura e disabitato dal 1953 a causa di una frana che rischiò di travolgere le case. Gli abitanti, a causa di questo, furono costretti ad abbandonare le case e Caselle diventò una piccola comunità hippie negli anni della contestazione. Ora invece è un luogo magico completamente riconquistato dalla natura, che mantiene tutto il suo aspetto magico. Proseguendo oltre le Caselle, sempre lungo il 407, si può arrivare al Lago Pratignano al termine di un tratto impegnativo di pendenza. Tra Caselle e Pratignano potrete trovare la fonte del Carpineto, dove effettuare una meritata sosta. Se invece non ve la sentite di arrivare fino al Lago Pratignano dalle Caselle, potete tornare indietro proseguendo lo stesso sentiero 407 ma in direzione contraria.
Il Lago di Pratignano si può raggiungerlo anche lasciando la macchina a Casa del Vento, nella parte più alta di Serrazzone: lì potrete parcheggiare la vostra macchina e percorrere un sentiero nella strada sterrata (il sentiero 405 del CAI) che vi porterà al Lago. Il Lago di Pratignana è una torbiera dal fascino selvaggio e preistorico. E’ uno dei pochi luoghi del nostro Appennino che non hanno subito mutazioni dall’uomo, se non qualche rimanenza di vecchi ostacoli equestri risalenti a quando la squadra Olimpica di Equitazione preparò in altura le Olimpiadi della ancora più “alta” Città del Messico nel 1968. Il Lago è una sorta di riserva naturale per diverse specie di piante come la Drosera Rotundifolia, insetti e animali di vario genere.
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